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La storia

La storia del nostro gin- La storia di Capitan Gin

Un naufragio evitato, un incontro fortunato, una ricetta unica

Ecco in breve la storia di un viaggio immaginario dal Canale di Suez a Venezia: siamo nel 1870 e un giornalista, voce narrante della storia, lascia il Canale di Suez da poco inaugurato, a bordo del brigantino veneziano chiamato Saggio. In navigazione verso l’alto Adriatico, presso le Isole Pelagose, l’equipaggio e i passeggeri assistono ad un attacco di pirati, ad uno scampato naufragio, ad un fortunato salvataggio e finalmente giungono a Venezia. Sulle calme acque della Laguna, festeggiano la fine dell’avventura con il Comandante di un veliero britannico invitato a bordo del Saggio proprio dal suo comandante: il Capitano Gin.
Un’entusiasmate storia da scoprire e un finale tutto da degustare: l’originale ricetta del Gin dei Gin che nasce dall’incontro di navi, marinai, culture e tradizioni che da sempre solcano le onde del Mediterraneo.

La storia del nostro gin- La storia di Capitan Gin

Un naufragio evitato, un incontro fortunato, una ricetta unica

Ecco in breve la storia di un viaggio immaginario dal Canale di Suez a Venezia: siamo nel 1870 e un giornalista, voce narrante della storia, lascia il Canale di Suez da poco inaugurato, a bordo del brigantino veneziano chiamato Saggio. In navigazione verso l’alto Adriatico, presso le Isole Pelagose, l’equipaggio e i passeggeri assistono ad un attacco di pirati, ad uno scampato naufragio, ad un fortunato salvataggio e finalmente giungono a Venezia. Sulle calme acque della Laguna, festeggiano la fine dell’avventura con il Comandante di un veliero britannico invitato a bordo del Saggio proprio dal suo comandante: il Capitano Gin.
Un’entusiasmate storia da scoprire e un finale tutto da degustare: l’originale ricetta del Gin dei Gin che nasce dall’incontro di navi, marinai, culture e tradizioni che da sempre solcano le onde del Mediterraneo.

Anteprima

Le avventure di Capitan Gin

Illustrato da Massimiliano Longo, disponibile in esclusiva con la prima serie di produzione del “Gin dei Gin”.

La storia del nostro Gin

La vera storia del Capitano Gin

Nel 1856 a Chioggia, si costruisce un brigantino. Viene battezzato SAGGIO e armato a Venezia. Il cognome del suo comandante è Gin, come riportato dalla Guida Commerciale di Venezia per l’anno 1871, trovata dal carissimo amico Gilberto Penzo durante le sue appassionate ricerche sulla marineria veneziana. Il nome di battesimo del Comandante non è riportato nel documento storico ma il cognome basta a far volare l’immaginazione della famiglia Gin: immaginiamo che Capitan Gin sia un nostro antenato, lo vediamo impegnato al comando del Saggio tra tempeste e pirati o felice di brindare con il drink che porta il suo nome.

Di più sul Brigantino

La storia del nostro Gin

La vera storia del Capitano Gin

Nel 1856 a Chioggia, si costruisce un brigantino. Viene battezzato SAGGIO e armato a Venezia. Il cognome del suo comandante è Gin, come riportato dalla Guida Commerciale di Venezia per l’anno 1871, trovata dal carissimo amico Gilberto Penzo durante le sue appassionate ricerche sulla marineria veneziana.

Il nome di battesimo del Comandante non è riportato nel documento storico ma il cognome basta a far volare l’immaginazione della famiglia Gin: immaginiamo che Capitan Gin sia un nostro antenato, lo vediamo impegnato al comando del Saggio tra tempeste e pirati o felice di brindare con il drink che porta il suo nome.

Di più sul Brigantino

Brigantino

Veliero con bompresso e due alberi a vele quadre: vela di trinchetto a prua e vela di maestra a poppa. Sull’albero di maestra era ordinariamente inferita anche una randa aurica.

Quando l’albero prodiero aveva vele quadre e l’altro vele auriche, l’imbarcazione prendeva il nome di brigantino goletta mentre, se entrambi gli alberi erano armati esclusivamente con vele quadre, prendeva il nome di brigantino velacciere. Poteva avere anche un terzo albero a poppa, armato con vele auriche e, in tal caso, prendeva il nome di brigantino a palo.

Alle sue origini, nel XV secolo, il brigantino era una variante minore, con un solo ponte, della galea ossia uno snello veliero, maneggevole e di dimensioni contenute, con una stazza lorda che andava dalle 100 alle 300 tonnellate perciò era impiegato principalmente come cargo o nave di scorta; ebbe grande diffusione nel Mar Mediterraneo e nell’Europa del nord.

 

Albero di trinchetto: il trinchetto è situato sul ponte di coperta a centro-nave e sostiene i pennoni con vele quadre;

  • Albero di maestra: la maestra è situata sul ponte cassero a poppavia della Plancia di comando. E’ suddiviso in due parti: il tronco maggiore e l’alberetto. Sull’albero di maestra si trovano il boma e il picco, entrambi in legno, sui quali è fissata la randa.
  • Albero di bompresso: il bompresso è un albero quasi orizzontale istallato a prora della nave che ha lo scopo di fornire un sostegno all’albero di trinchetto. Sui cavi di sostegno, detti stralli, sono inferite alcune vele di taglio denominate fiocchi.

Lo scopo delle vele di taglio è quello di poter sfruttare al meglio i venti di bolina e hanno, di massima, una forma triangolare ad eccezione della randa aurica che è trapezoidale. Le vele quadre invece hanno generalmente forma rettangolare o trapezoidale ed hanno la funzione di spingere la nave sfruttando i venti dai settori poppieri. Sono inferite, cioè legate, ad un pennone orizzontale, i loro spigoli inferiori sono tesati mediante scotte legate sul ponte o al pennone inferiore e sono sono dotate di apposite cime per la loro chiusura denominate imbrogli.

A bordo di un brigantino sono presenti manovre correnti e manovre fisse o dormienti.

Le manovre correnti sono costituite da tutti quei cavi mobili che servono per issare, ammainare e manovrare le vele, denominate: bracci, scotte, imbrogli, alabassi, amantigli e paranchi.

Le manovre fisse sono invece rappresentate da un sistema di cavi d’acciaio che serve a rinforzare la struttura velica della Nave, in considerazione dei rilevanti sforzi ai quali è sottoposta per effetto dell’azione del vento sulle vele. Partendo da prora verso poppa si incontrano: stralli, sartie e paterazzi.

Gin dei Gin

Nato dall’incontro tra il Gin Inglese e la Creatività Veneziana

Un’interpretazione del gin ispirata ad un personaggio realmente esistito.

COME NASCE IL GIN DEI GIN

Per acquisto da parte di Aziende o rivenditori vi preghiamo di contattarci direttamente alla mail info@gindeigin.com
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